Un corretto piano di evacuazione e sistemi efficaci di messa in sicurezza non solo sono adempimenti obbligatori (ad esempio l'osservanza della Direttiva Seveso), ma risultano di primaria importanza per la tutela dei lavoratori e dei visitatori in azienda. Ecco perché risulta altrettanto centrale il dotarsi di soluzioni adeguate in merito.
In caso di emergenza, gli obiettivi principali da perseguire sono la salvaguardia e l'evacuazione delle persone, oltre che la messa in sicurezza degli impianti, la protezione di beni e attrezzature, il confinamento dell'eventuale incendio e la risoluzione completa della causa scatenante della criticità.
Il tempo necessario al completamento dell'esodo di chi è presente in sede al momento emergenziale è determinato da diversi momenti: il tempo di rilevazione, di allarme e di evacuazione. Quest'ultimo, che richiede la maggior parte della tempistica della messa in sicurezza delle persone, è il risultato della somma di due fasi: quella del pre-movimento e quella del movimento vero e proprio. Il primo periodo (tanto importante da essere inserito nel Codice di Prevenzione Incendi) occupa più tempo del secondo, in quanto in questa fase vengono attuati alcuni comportamenti psicosociali innati nell'essere umano e che portano al prolungamento inevitabile della fase di allontanamento dalla zona di pericolo. Diversi studi hanno evidenziato che il comportamento attuato da coloro che si trovano in un'emergenza è basato principalmente sulla loro percezione del rischio e sulle informazioni che ricevono: qualora le indicazioni rese siano scarse o poco chiare, ecco che le persone impiegheranno ancora più tempo per elaborare il corretto modo per salvaguardarsi.
Adeguati sistemi di allarmistica, pertanto, vanno accompagnati a procedure di reperimento repentino ed efficace dei nominativi dei presenti al momento dell'emergenza e ad una pronta informazione della situazione di criticità.
Grazie a soluzioni hi-tech, tutto questo viene garantito in modo smart e semplice, a differenza dei metodi tradizionali e cartacei. Il classico registro visitatori su fogli di carta alla reception, ad esempio, comporta un alto rischio di rallentamento delle operazioni di messa in sicurezza, a causa della difficoltà nella lettura delle diverse calligrafie e delle lunghe tempistiche nella ricerca dell'elenco completo dei presenti. Un sistema elettronico, invece, consente di avere immediatamente a disposizione la lista di coloro che sono in loco, di inviare con un semplice click un avviso dell'emergenza in atto e di poter compiere facilmente l'appello delle persone nei punti di raccolta.
Tutto questo fa sì che non si creino caos e panico, che non si rallentino le importanti procedure da attuare in caso di pericolo e che la messa in sicurezza delle persone avvenga in modo rapido ed efficace.
In un hub logistico l’ingresso non è mai un semplice passaggio.
Ogni giorno possono arrivare autisti, corrieri, fornitori, manutentori, consulenti, visitatori aziendali, tecnici esterni e personale temporaneo. Alcuni restano pochi minuti, altri devono accedere ad aree operative, baie di carico, uffici, magazzini o zone con merci ad alto valore.
La gestione corrieri azienda e degli accessi di manutentori, tecnici e fornitori è una di quelle attività che spesso vengono sottovalutate. Finché il numero di ingressi è contenuto, tutto sembra gestibile. Ma quando i flussi aumentano — più consegne, più interventi tecnici, più fornitori abituali — la situazione cambia rapidamente e il processo manuale mostra tutti i suoi limiti.
Il registro visitatori cartaceo è ancora ampiamente utilizzato in molte aziende per tracciare gli accessi di clienti, fornitori e collaboratori esterni. Tuttavia, quello che può sembrare uno strumento semplice e tradizionale rappresenta oggi uno dei punti più critici in materia di registro visitatori GDPR.